Non finisco la frase.
“Però voi tecnici dovreste avere più rispetto per chi lavora!”
Ecco.
Il colpo finale.
“Vi facciamo guadagnare e siete pure cari. Lascia stare, me lo compro nuovo. Faccio prima!”
Si gira. Esce.
Campanello.
Fine.
Resto lì, in piedi, con il silenzio che torna a occupare il negozio. Ripenso alla scena, alla logica alternativa, al concetto di tempo elastico, al fatto che il lavoro altrui non sia mai considerato lavoro vero.
Torno nel retrobottega. Riprendo gli attrezzi.
È ancora lunedì.
E io, nel dubbio, continuo a manutenere le attrezzature.
Che almeno loro non mi chiedono il servizio express durante la pausa pranzo.
Pace a voi, donne e uomini di buona volontà.
Nei secoli dei secoli.
Amen.
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