Lavoro in un negozio di strumenti musicali da anni.
Chitarre appese come trofei di caccia, tastiere in fila come pianoforti in attesa di giudizio, batterie che nessuno sa suonare piano.
E poi ci sono i clienti.
Quelli che entrano convinti di essere Jimi Hendrix dopo tre video su YouTube, due tutorial intitolati “Scala blues in 5 minuti” e un commento sotto che dice “Bro spacca 🔥”.

Un pomeriggio entra un ragazzo.
Cappellino girato all’indietro.
Auricolari ancora nelle orecchie.
Sotto braccio una tastiera, tenuta con l’aria di chi sta trasportando una prova schiacciante.

Si avvicina al banco.

«Devo cambiarla.»

Tono secco. Deciso. Senza saluti inutili.

«Che problema ha?» chiedo, già preparando mentalmente il modulo resi.