Tra mascherina e occhiali ha stravinto la prima, lasciandomi capace di osservare figure distinte solo concentrandomi bene.

Sto servendo un ragazzo che se ne sta buono al suo metro di distanza, quando una signora si avvicina (passando davanti a tutti e fregandosene altamente) per chiedermi delle informazioni.
Io continuo ad osservare questa signora con l’idea che qualcosa non mi torni. La mascherina che indossa è un pelo strana: ha due “ali” che le pendono dai lati della bocca.

Mi concentro. Stringo gli occhi. Inclino leggermente la testa come fanno i cani quando non capiscono un suono.

E più la guardo più la situazione diventa inquietante.

Quelle ali non sembrano proprio parte di una mascherina.

Sembrano… imbottite.

Allora mi sforzo ancora di più, strizzo gli occhi fino a diventare praticamente giapponese e finalmente metto a fuoco la scena.

Non ci credo.

Aveva un assorbente appiccicato alla faccia.
Non una mascherina fatta **con** un assorbente.
Non un taglia-e-cuci creativo.

No.