…
Mi guardo intorno.
Sono sola in casa.
Guardo il telefono come se fosse diventato improvvisamente un portale per ladri di identità.

“Scusi, ma questa è una consegna con verifica del documento: anche se rispondesse qualcun altro, dovrebbe comunque mostrare la mia carta d’identità.”

Risposta:
“Eh, ma poteva essere un omonimo.”

“Un omonimo… con il mio stesso numero di documento!?”

“Certo!”

A quel punto ho capito che non ero più in una conversazione con un essere umano, ma in una sceneggiatura di fantascienza.
Secondo XXX, là fuori esistono cloni perfetti di me stessa, con il mio stesso nome, il mio stesso documento, e – perché no – anche la mia voce al telefono.

E così, per la prima volta nella mia vita, esasperata, ho lasciato andare la diplomazia e l’ho mandato a quel paese.
Con soddisfazione, aggiungerei.

Morale:
Il mio pacco è ancora disperso, io ho perso una giornata di ferie, e ho imparato che, secondo XXX, il pericolo più grande non è che il corriere non ti trovi, ma che tu venga sostituita da una tua copia segreta pronta a rubarti la consegna.