Lavoro in una nota catena di elettronica e un cliente ordina online una lavatrice con consegna gestita dal nostro punto vendita. Prima di confermare l’acquisto gli spieghiamo chiaramente che il prodotto arriverà entro sette-dieci giorni e che, appena disponibile, lo chiameremo per concordare giorno e orario della consegna.

La lavatrice arriva regolarmente. Prendiamo il numero lasciato nell’ordine e telefoniamo al cliente, ma non risponde. Riproviamo il giorno dopo, poi nel pomeriggio, la mattina, durante la pausa pranzo e verso sera, proprio per evitare di chiamarlo sempre nello stesso momento.

In totale facciamo diciotto tentativi. Diciotto chiamate distribuite in giorni e orari diversi, tutte senza risposta. Alla fine ci arrendiamo: la lavatrice è in magazzino, il cliente ha il nostro numero e prima o poi si farà vivo.

Passano venticinque giorni e finalmente telefona. Non per chiedere informazioni, ma per insultarci.

“Siete dei disonesti! La lavatrice mi serviva subito e non vi siete fatti sentire. Con tutto il tempo che mi avete fatto perdere avrei potuto comprarla da un’altra parte. Da voi non acquisterò mai più niente!”

Lo lascio finire, apro la scheda dell’ordine e controllo lo storico dei contatti.

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