Dopo Natale cominciano i cambi.

E con i cambi, puntualmente, cominciano anche loro.

Una cliente si presenta al banco per restituire un prodotto che aveva acquistato usufruendo di una promozione del 30%. Tutto molto semplice: controllo l’acquisto e le preparo un buono dello stesso importo che aveva effettivamente pagato.

Lei guarda il buono.

Poi guarda me.

Prima perplessa, poi arrabbiata e infine con l’espressione di chi si è appena resa conto di avere davanti l’ultima imbecille rimasta sulla faccia della Terra.

E parte:

“Si vede proprio che non sa niente di matematica, signorina. Se mi fa un buono del valore scontato, perdo il beneficio della promozione. Ma d’altra parte, ci sarà un motivo per cui è dietro a quel banco…”

Io la guardo.

Non ho voglia di arrabbiarmi.

Proprio no.

Quindi mi limito a invitarla a fare cambio di posto con me.

Lei dietro al banco a fare i conti.

Io dall’altra parte a spiegare agli altri quanto siano stupidi.

Chissà, magari con il suo talento per la matematica avremmo finalmente risolto anche il mistero di come restituire più soldi di quelli effettivamente pagati.