Lavoravo in un pub di Bari Vecchia per mantenermi durante gli studi. Un giorno arriva una coppia con un bambino di 2 o 3 anni. I genitori prendono un caffè, poi la madre si gira verso il piccolo.
“Vuoi anche tu il caffè come la mamma?”
Il bambino non risponde.
“Dai, vuoi il caffè? Ci facciamo mettere anche il latte. Si chiama ca-pppu-cci-no.”
Dopo varie insistenze, il piccolo accenna un sì con la testa.
“Sei sicuro? Guarda che se lo ordino poi lo devi bere. Noi il caffè l’abbiamo già preso. Sei sicuro?”
Il bambino annuisce di nuovo, più per interrompere l’interrogatorio che per reale passione verso la caffeina.
“Un cappuccino!”
“Signora, magari preferisce un succo di frutta. Abbiamo diversi gusti.”
“No, va bene il cappuccino. Basta che poi se lo beva.”
Le domando se lo abbia mai assaggiato e faccio presente che non mi sembra il massimo dare del caffè a un bambino così piccolo.
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