Vado a farmi prescrivere la ricetta per l’antiparassitario per il mio cane e visto che ci sono mi faccio segnare anche quello per la gatta di mia mamma.
Il veterinario, giustamente, ha bisogno di sapere il peso dell’animale per darmi il dosaggio corretto.
Quello del cane lo conosco.
Quello della gatta no.
Così telefono a mia madre, convinta che dopo cinque anni di convivenza con il felino abbia almeno una vaga idea della sua stazza.
“Senti mamma, il veterinario deve sapere quanto pesa la gatta. Secondo te pesa più o meno di tre chili?”
“E io che ne so?”
Partiamo male.
“Come sarebbe a dire che non lo sai?”
“Ma quanto pesa di solito un gatto?”
Resto interdetta.
“Mamma, i gatti mica pesano tutti uguali.”
“Ah. Questa domanda non me la sono mai posta.”
Provo a restringere il campo.
“Va bene. Più di sei chili non sarà, no?”
“Noooo, macché. È tutta pelo, ma è piccola.”
Finalmente una risposta utile.
O almeno così sembrava.
Poi arriva il consiglio.
“Senti, digli al veterinario di darti una medicina che vada bene un po’ per tutti i gatti.”
“Per tutti i gatti?”
“Sì.”
“Mamma, non funziona proprio così.”
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