Nel 2015 lavoravo in un fast food all’interno di un centro commerciale. Quando durante il turno mancava qualcosa, scendevo nel supermercato al piano inferiore per comprarla, ovviamente senza cambiarmi.
Quel giorno entro ancora in divisa: camicia rossa, pantaloni neri, cappellino e grembiule marrone con il logo del fast food ben visibile.
Le dipendenti del supermercato, invece, indossavano gonne blu e bianche con il loro logo. Praticamente gli unici colori che avevamo in comune erano quelli che non avevamo.
Mentre cerco ciò che mi serve, una signora sulla quarantina mi raggiunge.
“Dove sono i pelati?”
Mi guardo. Controllo la camicia rossa, il grembiule marrone e il logo stampato davanti. Tutto regolare: continuo a non lavorare lì.
“Mi dispiace, signora, ma non sono una dipendente del supermercato. Credo comunque che siano 2 corsie più avanti.”
“Credi?”
“Sì, perché non lavoro qui. Però mi pare di averli visti da quella parte.”
Lei si allontana senza aggiungere altro. Io termino la mia piccola spesa e raggiungo le casse.
La ritrovo davanti a me. Appena mi vede, si gira verso la cassiera.
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