Accaduta ieri nel mio solito negozietto da 5.000 mq (sì, negozietto si fa per dire: metà della vita la passo lì dentro).
Sto sistemando la corsia outdoor, zaini, tende, borracce, tutto il necessario per chi vuole fingere di essere Bear Grylls per un weekend.
Mi si avvicina una cliente, gentile all’apparenza, con in mano uno zaino da trekking.
— “Scusi, non mi serve per lo sport, ma come bagaglio a mano per l’aereo. Vorrei sapere le dimensioni.”
Ok, routine. Prendo lo zaino dalle sue mani, lo metto davanti a me, sto per tirare fuori il metro che porto sempre in tasca… quando lei mi fulmina con questa perla:
— “Voi qui non lo avete un metro, vero? Perché in borsa io ce l’ho. Ma se ce l’ha anche lei è meglio!”
Momento di smarrimento.
Mi blocco, fisso lo zaino, poi lei, poi lo zaino di nuovo.
La mia testa parte: Scusi signora, ma… se già ha un metro in borsa, perché chiede a me? È un test a sorpresa? Una gara di prontezza?
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