Sono circa le 10 quando entra una cliente sui 35/40 anni. Saluta educatamente e mi spiega che sta cercando un accessorio per viaggiare in macchina insieme al suo cane.

“Buongiorno, avrei bisogno di una cintura di sicurezza per poter tenere il cane in auto con me.”

Ne abbiamo diversi modelli, quindi glieli mostro uno alla volta. Nel frattempo mi racconta che il suo cagnetto è molto vivace, che lo porta sempre con sé e che il normale guinzaglio è troppo lungo per tenerlo fermo durante il viaggio.

Le dedico circa 15 minuti, rispondo a tutte le sue domande e alla fine sceglie un’imbragatura completa in nylon. Arrivata alla cassa, prima di pagare, torna ancora una volta sulla resistenza del materiale.

“Sa, il mio cane è un po’ vivace. Crede che sia resistente?”

“È lo stesso materiale con cui vengono realizzati molti guinzagli ed è molto resistente agli strattoni. Ovviamente bisogna evitare che il cane lo mastichi, perché in quel caso non può durare.”

“Sì, certo. Era solo per essere sicura.”

L’acquisto è di circa 8 €. Paga, saluta educatamente ed esce.

Ore 10:40.

Sto servendo un cliente e ce ne sono già altri 2 in fila. Sono l’unica commessa e cassiera del negozio, quindi sto cercando di procedere il più velocemente possibile quando rientra la stessa signora, questa volta sbuffando.

Non saluta, non aspetta il suo turno e non si cura minimamente del fatto che io stia già parlando con un altro cliente. Si avvicina alla cassa e sbatte qualcosa sul bancone davanti a me.

“Ecco! Ti ricordi di me? L’ho comprata poco fa e il mio cane l’ha già distrutta!”

Mostra platealmente a me e a tutti i clienti presenti un pezzo di cinghia di nylon completamente masticato.