“Voglio il Sarchiapone della Supercazzola.”

“Ecco a lei, signora.”

Glielo passo dal bancone. Lei lo prende, lo gira tra le mani, lo osserva come se stesse analizzando un reperto archeologico.

“Non è questo.”

“È questo, signora. C’è stato un recente cambio di veste grafica.”

Lei strizza gli occhi, guarda la confezione, poi guarda me.

“Ma l’altro era bianco con una striscia blu.”

“Lo so, ma si tratta dello stesso identico prodotto in una nuova confezione. Vede? C’è scritto: S A R C H I A P O N E.”

Indico le lettere una per una, come se stessi insegnando a leggere a un bambino.

La signora però non è convinta.

“Guardi, era come quello lì verde… ma blu.”

“Sì, signora. Quelle sono le rimanenze del vecchio lotto. Finite queste, anche quella versione cambierà grafica.”

Lei prende la scatola verde dallo scaffale, la guarda, poi guarda quella che le ho dato.

“Eh no, ma non è la stessa cosa.”

“Signora, dentro è identico.”