Poi guarda di nuovo i modelli.
Indica uno e dice:

— *Allora prendo quella col cesto nero. È più potente.*

(Nota tecnica, mentale, che non dirò mai ad alta voce:
il cesto è nero perché è verniciato nero.
Non aumenta i giri.
Non accumula energia cosmica.
Non assorbe forza vitale.)

A quel punto capisco.
Per lui l’elettronica non è una scienza.
È **una sensazione**.
Un mood.
Un’estetica che *fa performance*.

Stampo lo scontrino.
Lui paga sereno.
Ringrazia.
Se ne va soddisfatto.

Convinto di aver comprato una lavatrice smart.
Che forse non gli caricherà l’iPhone.
Ma, chissà, magari le **energie interiori sì**.