Io credevo che prima o poi ci avrei fatto l’abitudine.
Sono 24 anni che lavoro al pubblico e di domande strane ne ho sentite tante, sia io che le mie colleghe, ma questa di oggi non ha limiti.
Mancava poco alla fine del mio turno. Arriva una signora a pagare una lettiera per il gatto.
“Senta.”
“Mi dica.”
“Questa lettiera… quando scade?”
Mi fermo. La guardo.
Lei mi guarda seria e aspetta una mia risposta.
Io penso (spero) di aver capito male e per conferma chiedo:
“La lettiera?”
“Sì. Ho guardato sulla confezione ma non trovo la data.”
“Signora, la lettiera non scade.”
Attimo di silenzio
“Come non scade?”
“Non scade. Non è un alimento.”
Lei incrocia le braccia e mi guarda inviperita: “Tutto scade!”
“I sassi no.”
“La lettiera non è un sasso.”
“Signora, è ghiaia, breccia, sabbia, pietrisco…. non so come la vuole chiamare… è quella roba li”
“Eh, ma magari dopo un po’ non va più bene.”
“Guardi signora, quella profumata, al massimo, può perdere un po’ di profumazione ma… ”
Mi interrompe perché è convinta di aver trovato la soluzione alla teoria dell’evoluzione dei sassi.
Mi guarda soddisfatta e con un sorrisino che presagiva “vedi che ho ragione io?” mi dice tutta soddisfatta:
“Qui però c’è un numero”
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