Stavo rifornendo gli scaffali, uno di quei momenti automatici in cui il corpo lavora e la mente vaga. Barattoli su, barattoli giù, etichette dritte, pensieri storti. Tutto regolare.

A un certo punto arriva una mia collega, con l’aria seria di chi sta per pormi una domanda importante.

Senti, tu sai per caso se abbiamo l’olio marca EV?
C’è una cliente che dice che le serve per la dieta ma non lo trova.

In quel preciso istante il mio cervello si divide in due parti:
una che vuole ridere fino alle lacrime,
l’altra che vorrebbe appoggiare la testa sullo scaffale e lasciarsi andare.

La guardo.
Lei mi guarda.
È convinta.

— Guarda… — le dico con cautela, come si parla a chi sta camminando su un campo minato — non è che per caso cerca il famoso olio EVO?
Sai… extra vergine d’oliva. Olio EVO?

Silenzio.
Lei inclina leggermente la testa.
Poi scuote la testa, decisa.