Stamattina ricevo una telefonata da un numero che non ho in rubrica. Rispondo distrattamente, pensando sia uno dei soliti appuntamenti da confermare.
“Sì, pronto.”
“Sei Daiana?”
“Sì, sono io.”
“Sono io, Daiana!”
E già qui inizio a preoccuparmi, perché quando qualcuno si presenta con “sono io” senza specificare chi sia, di solito non porta buone notizie.
“Mi scusi… io chi?”
“Io, Pincapallina!”
Pincapallina.
Una conoscente. Di quelle che hai incrociato a un compleanno, a una cena, forse una volta al supermercato. So solo il nome. Fine del database.
“Ah… ciao! Dimmi tutto!”
“Devi venire a cambiare il catetere a mia suocera.”
Così. Diretto. Imperativo. Neanche un “puoi”, neanche un “avresti modo”.
20 Gennaio, 2021 alle 2:17 pm
Sta gente non si merita nemmeno l’indulgenza plenaria.
Ti fanno pesare di essere tanto bravi di tenersi il vecchietto malato in casa.
SPOILER: siete li peggio