Lavoro in uno dei teatri più importanti del Centro Italia. Normalmente sto sul palco, anche se non recitavo nella commedia in programma quella sera. Quando non sono impegnata in scena, ogni tanto do una mano al bar del teatro durante gli intervalli, così arrotondo un po’.

Tra il primo e il secondo atto si avvicina al bancone un signore anziano, ordina una birra e alcune caramelle e, mentre preparo tutto, cominciamo a chiacchierare. Sembra simpatico, almeno all’inizio.

“Studi ancora?”

“Sì, frequento un’accademia d’arte drammatica.”

“E cosa studi?”

“Recitazione.”

Appena pronuncio quella parola, la sua espressione cambia completamente. Fa una smorfia, scuote la testa e mi guarda come se gli avessi appena confessato di aver investito tutti i miei risparmi in gratta e vinci.

“Bah! Con il teatro non troverai mai un lavoro serio. Devi trovarti un uomo ricco da sposare.”

Sono ancora convinta che stia facendo la classica battuta da vecchio, una di quelle uscite infelici che secondo loro dovrebbero essere simpatiche, così rido e provo a rispondergli con lo stesso tono.

“Be’, tecnicamente io lavoro già in teatro. Di solito sono dall’altra parte del sipario.”

Lui non ride.

“Le ragazze carine come te non dovrebbero perdere tempo con queste cose. Devi trovarti un uomo ricco, ma anche bello, mi raccomando.”