Negozio cinese a Roma.

Siamo nel periodo del Capodanno cinese e come ogni anno allestiamo il negozio per questa occasione.

Io sono cinese, anche se nato e cresciuto in Italia e do una mano ai miei genitori che lo gestiscono.

In quel momento il negozio è pieno di lanterne rosse, draghi, buste portafortuna e ogni tipo di decorazione per questa festa.

Sono in cassa quando sento due clienti discutere.

Un signore guarda il carrello dell’altro, pieno di addobbi, e gli dice:

“Scusi, ma lei queste cose non dovrebbe comprarle.”

L’altro lo guarda perplesso (e anche io in quel momento sono un “commesso perplesso”).

“Perché?”

“Perché non è cinese. Queste sono tradizioni loro, mica nostre.”

Il cliente sorride.

“Guardi che sto solo comprando delle decorazioni.”

La discussione continua per qualche minuto: il signore sosteneva che gli italiani hanno il loro Capodanno e non dovrebbero festeggiare anche quello cinese.

Ad un certo punto arriva la moglie del primo signore.

“Ma che succede?”

L’altro cliente le dice:

“Suo marito sostiene che non posso comprare gli addobbi del Capodanno cinese perché non sono cinese.”

Lei lo guarda.

Scuote la testa.

“Ma smettila di dire fesserie, Valerio”

Poi continua, senza lasciargli il tempo di rispondere.

“Tu festeggi Halloween tutti gli anni, Il Black Friday, e il baby shower per tua nipote… e adesso fai il guardiano delle tradizioni cinesi?”

Il tizio si è freezzato.

“Vai a comprare le lampadine che ti avevo detto…. e lascia stare il signore.”

L’altro cliente sorride, paga le sue decorazioni e se ne va continuando a sorridere.

Io torno a sistemare gli scaffali ridendo come un matto mentre il cliente rompiballe, è rimasto con il cestino in mano, davanti alla cassa come sospeso nel tempo e nello spazio… dopo una decina di secondi immobile è andato a prendere le lampadine

E penso che, a volte, i clienti migliori sono quelli che arrivano insieme… perché si gestiscono da soli.