Questa l’ho fatta io, in qualità di cliente, durante una “gita” universitaria a Venezia di tanti anni fa.

Ero una giovane studentessa e, quel giorno, ero particolarmente confusa e agitata. Alcuni professori della mia università mi avevano invitata a pranzare con loro prima di una visita guidata che avrei dovuto tenere per il gruppo e per altri studenti.

Mentre gli altri parlavano, io continuavo a ripassare mentalmente ciò che avrei dovuto spiegare nel pomeriggio. Tra l’ansia per la visita e l’imbarazzo di essere seduta a tavola con i professori, seguivo la conversazione soltanto a metà.

Arriva la cameriera per prendere le ordinazioni e, quando raggiunge me, domanda:

“Lei, signorina?”

Rispondo senza alzare gli occhi dal menu.

“Un branzino alla griglia, ma mi raccomando: al sangue, per favore!”

Improvviso silenzio generale.

Borbottii.

Tossettine strozzate.

Uno dei presenti prova delicatamente a intervenire.

“Vuole dire una bistecca.”

La cameriera è ancora davanti a me con il blocchetto in mano. Finalmente mi rendo conto di quello che ho appena ordinato.