Mi porge il cocktail.

“Dice che vuole togliere il gin… perché non le piace.”

Rimango qualche secondo in silenzio.

“Scusa… togliere il gin?”

“Sì. Vuole che glielo rifacciamo senza il gin.”

Prendo il bicchiere e mi avvicino al tavolo.

“Signora, mi dispiace, ma non è possibile.”

“Perché?”

“Perché il gin è già stato miscelato con gli altri ingredienti.”

“Eh, ma a me il gin non piace.”

“Capisco, però il cocktail l’ha ordinato lei e il gin ormai è dentro. Non possiamo separarlo dagli altri alcolici.”

Lei continua a guardarmi come se fossi io quello poco collaborativo.

Ci ho messo cinque minuti buoni a cercare di spiegarle che, una volta shakerato, un cocktail non si può smontare ingrediente per ingrediente.

A meno che, ovviamente, non arrivi Gesù e decida di fare un piccolo miracolo anche al bancone del pub.

Non si è convinta.

È uscita dal locale senza salutare, visibilmente arrabbiata.

Lui, invece, mi ha evitato accuratamente lo sguardo per tutto il tempo.

Credo che la vergogna gli avesse tolto anche la voglia di finire la birra.