Lavoro in un pub che chiude alle tre di notte.
Sono le 2:10, abbiamo appena superato una serata infernale e, mentre sto finalmente tirando il fiato, do un’occhiata alle telecamere esterne.
Vedo una coppia che conosco bene.
Sono fuori dal locale e da almeno mezz’ora non fanno altro che baciarsi come se il resto del mondo avesse smesso di esistere.
Dopo una buona mezz’ora entrano.
Mi chiedono il tavolo più appartato del locale e, una volta seduti, riprendono esattamente da dove avevano lasciato.
La cameriera, poverina, aspetta il momento giusto per avvicinarsi.
Dopo dieci minuti di tentativi riesce finalmente a interrompere il film romantico.
“Cosa vi porto?”
Lui ordina una birra media.
Lei va sul tecnico.
“Un cocktail shakerato: un terzo gin, un terzo Cointreau e un terzo vodka.”
Perfetto.
Lo preparo con attenzione, rispettando le proporzioni, e glielo portiamo.
Passano pochi minuti.
Lei richiama la cameriera.
Dal bancone vedo che iniziano a discutere.
La cameriera torna verso di me con il bicchiere in mano e un’espressione a metà tra l’incredulo e il rassegnato.
“Cosa succede?”
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