A un certo punto arriva lei.
Si avvicina con passo deciso e tono sgarbato, quello di chi non chiede ma pretende.
— Scusi, come mai non trovo il mio yogurt al caffè?
Ora, parentesi necessaria:
di yogurt al caffè ne abbiamo una ventina.
Marche diverse.
Formati diversi.
Confezioni singole, doppie, maxi, bio, light, proteiche, esoteriche.
— Quale, signora?
— Venga, le faccio vedere…
E partiamo.
Attraversiamo un fiume di umani, carrelli che ti sfiorano i talloni, bambini che si fermano di colpo, nonni che piantano il carrello in diagonale. Arriviamo finalmente alla corsia.
— Ecco questo!
— Guardi, in questo periodo c’è molto più lavoro del normale e non sempre riusciamo a rispettare i tempi…
comunque non me ne sto occupando io, vede il mio collega? — lo indico mentre avanza a fatica con due carrelli stracolmi — sta ancora rifornendo, appena torna può chiedere a lui se sa…
— Perché tu non vuoi farlo?!
— Signora, se ci tiene vado io, ma oggi ho altre mansioni, quindi non so nemmeno se ne hanno manda—
— Mi sa che chiederò direttamente al Direttore come mai non c’è il mio yogurt!
Lo conosco personalmente, sai? Il direttore.
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