Reparto frigo di una nota catena di supermercati/ipermercati.
Domenica pomeriggio di dicembre.
Natale alle porte.
Traduzione pratica: l’inferno con le luci a LED.
Il negozio è enorme, uno di quelli in cui normalmente respiri, ti orienti, fai due passi.
Ora no. Ora non c’è spazio da nessuna parte.
Corsie invase, carrelli incastrati, famiglie intere che si muovono come branchi migratori senza una direzione precisa. Una quantità inverosimile di persone da giorni assedia il punto vendita e una quantità ancora più spropositata di prodotti ha colonizzato ogni centimetro di magazzini e celle frigorifere.
Muoversi è un’impresa.
Fermarsi è un errore.
Pensare è un lusso.
Io sono assegnato alle zone promozionali, quelle che in questo periodo vengono prese d’assalto come carcasse di gnu nella savana, circondate da iene affamate di sconti.
Le rifornisci… e spariscono.
Le rifornisci di nuovo… e spariscono ancora.
Ore così. Incessantemente.
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