Anno 2018.

Pochi giorni dopo l’uscita di Red Dead Redemption II.

Per chi vendeva videogiochi fu un periodo piuttosto intenso.

All’epoca avevo ancora il mio negozio e, a differenza delle grandi catene, avevo un piccolo privilegio: non ero obbligato a sorridere e annuire davanti a qualsiasi assurdità.

Anche se, va detto, sono sempre stato una persona piuttosto paziente.

O almeno ci provo.

Quel giorno vendo una copia del gioco a un cliente.

Tutto normale.

Paga, saluta e se ne va felice con la sua confezione nuova di zecca.

Passano poche ore.

Mi arriva un messaggio.

Lo apro.

E già dalla prima riga capisco che la giornata sta per prendere una piega interessante.

“Ciao, grazie per il regalo, ma sei gay? No perché io sono esperto solo di femmine e videogiochi, capiscimi.”

Rileggo.

Una volta.

Due volte.

Tre.

Non perché fosse scritto male.

Perché stavo cercando di capire come si fosse arrivati a quella frase.