Paziente molto paziente e molto perplessa.
Avevo l’ultimo appuntamento del pomeriggio in un poliambulatorio privato. Il medico arrivò con circa 40 minuti di ritardo, mi visitò e poi mi chiese di aspettare qualche minuto nella stanza perché doveva stampare un documento.
Rimasi seduta. Passarono 5 minuti, poi 10. Nel corridoio non sentivo più telefoni, passi o porte.
Uscii dalla stanza e trovai la reception vuota, le luci della sala d’attesa spente e tutte le porte degli studi chiuse. Pensai che il personale si fosse trasferito in un’altra zona.
“Scusate?”
Nessuna risposta.
Raggiunsi l’ingresso e provai ad aprire. La porta era chiusa a chiave. Le serrande esterne erano già abbassate.
Chiamai il numero del poliambulatorio. Partì la segreteria automatica.
“I nostri uffici sono aperti dal lunedì al venerdì fino alle 19:00.”
Erano le 19:07 e io potevo confermare con una certa precisione che non erano più aperti.
Trovai sul promemoria il numero del medico e telefonai. Rispose dopo diversi tentativi.
“Buonasera, sono la paziente dell’ultimo appuntamento. Sono ancora dentro.”
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