Ogni tanto vado ad aiutare i genitori di una mia cara amica nel loro bar. Quella mattina gli altri locali del paese sono chiusi e da noi c’è il pienone, quindi continuo a passare dal bancone ai tavoli senza fermarmi.

Arriva una coppia sulla sessantina, entrambi gentili e simpatici. Ordinano la colazione, porto tutto al tavolo e per i primi 20 minuti non succede nulla di particolare.

Quando ripasso, chiedo se posso ritirare le tazzine. Il marito ha finito, mentre la moglie sta ancora bevendo il cappuccino, quindi dico che tornerò più tardi.

Mentre mi allontano, l’uomo mi mette in mano il suo pacchetto di sigarette vuoto, facendomi capire che devo buttarlo al posto suo.

E vabbè, fin qui niente di male.

Dopo un’altra mezz’ora, durante la quale hanno cominciato a chiacchierare con una cliente abituale, il marito mi ferma nuovamente mentre sto andando a prendere un ordine.

“Mi scusi, giovanotto, le devo chiedere un favore.”

“Mi dica.”

“Lei dovrebbe gentilmente trovarmi una sigaretta.”

“Non saprei a chi chiederla. Io non fumo e credo che non fumino nemmeno i proprietari.”

“Ah, guardi, a me non interessa. Chieda anche agli altri clienti, l’importante è che mi trovi una sigaretta.”