“No, signora. Lei ha bevuto il macchiato freddo, la ragazza seduta accanto a lei ha preso il cappuccino e i 2 ragazzi di fronte avevano 2 marocchini. Poi c’era il croissant per il bambino.”

La titolare, che ha assistito alla conversazione, mi chiede conferma. Ripeto tutto e lei prepara il conto corretto.

Nel frattempo porto fuori l’ordinazione che stavo completando. La ragazza che aveva bevuto uno dei marocchini mi saluta, confermando involontariamente quello che avevo appena detto.

“Buona giornata.”

La cliente esce dal bar con il sangue negli occhi.

“Sì, sì, dai, andiamo. Muoviamoci.”

Ora, non sono certamente i 20 centesimi di differenza a cambiare l’incasso della giornata. È una questione di principio: non mi prendi per il culo e non provi a farmi passare per scemo per risparmiare 20 centesimi.

E, per chi se lo stesse chiedendo, non sembravano persone in difficoltà economica: il bambino era seduto in un passeggino di ultima generazione che costava quanto un’utilitaria.

La battaglia decisiva per il bilancio familiare restavano comunque quei 20 centesimi.