“Guardi, il marchio è lo stesso da sempre. Forse lo ha visto in un altro punto vendita o—”
“No no, io vengo qui da anni!”
“Va bene, allora magari era un prodotto simile, posso aiutarla a trovarne uno—”
“Non è la stessa cosa!”
Si passa una mano tra i capelli, visibilmente infastidito. Poi afferra il carrello con più forza del necessario.
“Lasci stare, vado altrove”
“Come preferisce”
Lo guardo allontanarsi lungo il corridoio, ancora borbottando tra sé e sé.
Dopo qualche secondo lo vedo fermarsi davanti a un altro scaffale. Prende una bottiglia. La guarda. La rimette giù.
Fa un giro largo. Torna indietro.
Si avvicina di nuovo, ma stavolta con tono diverso. Più basso.
“Questo… è simile?”
Guardo la bottiglia.
“Sì, è la cosa più vicina che abbiamo”
Pausa.
“Va bene… prendo questo”
Annuisco.
Lui la mette nel carrello, senza guardarmi.
Poi, quasi sottovoce:
“Però quello era meglio”
Certo.
Sempre meglio quello che non c’è.
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