Certe mamme sono proprio speciali: anzitutto “sexy shop”, tanto per contestualizzare il palcoscenico di queste piccole commedie umane. In questo lavoro impari presto che dietro ogni cliente c’è un mondo, e spesso il pregiudizio è solo un vetro appannato che basta pulire per vedere realtà bellissime e inaspettate.
Già tempo fa era venuta a trovarmi una signora con un’aria dolcemente decisa. Non cercava trasgressione, cercava una sorta di “grammatica del sentimento”. Voleva acquistare un DVD perché sentiva l’urgenza pedagogica di insegnare a suo figlio a “fare l’amore” e non semplicemente a “fare sesso”. Una distinzione sottile ma fondamentale per lei, quasi una missione diplomatica tra le lenzuola. Combinazione, in quel periodo avevo in magazzino una serie di pellicole d’autore che non riuscivo a vendere proprio perché giudicate “poco spinte” dai clienti abituali: troppo lente, troppe carezze, troppa luce soffusa e troppi dialoghi. Insomma, mamma accontentata e fondo di magazzino smaltito con reciproca, quasi poetica, soddisfazione.
Ma è stamattina che la giornata ha preso una piega ancora più interessante. Entra una signora, tra i 55 e i 60 anni, l’aria di chi ha già risolto dieci problemi pratici prima di colazione e non ha tempo da perdere in inutili rossori. Mi chiede, con una naturalezza disarmante, un vibratore per una persona che non ha mai avuto rapporti.
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