Negozio di scarpe per bambini.

Entra un papà con due figli al seguito.

Ha l’espressione di un uomo che probabilmente ha già combattuto tre guerre quella mattina, una colazione con i cartoni animati a volume massimo e almeno due litigi per decidere chi dovesse sedersi dove in macchina.

Saluta appena.

Fa un giro tra gli scaffali.

Guarda le scarpe.

Guarda i bambini.

Riguarda le scarpe.

Poi si avvicina al banco.

“Devo prendere le scarpe peeer…”

Silenzio.

Lo vedo cercare disperatamente un’informazione nel proprio cervello.

“Peer…”

Altra pausa.

“Peer…”

Panico totale.