Negozio d’arredamento.

“Ciao, vorrei vedere una cucina.”
“Certo, hai le misure?”
Frettolosamente mi risponde: ”Sì, sì.”

Arrivati davanti alla cucina scelta:
“Bene, questa cucina è in un blocco unico, per cui non la posso modificare in alcun modo. Per piazzarla abbiamo bisogno che gli impianti siano a questa misura precisa.”
“Hai già valutato queste misure?”

“Sì sì!” Sempre in modo molto frettoloso continua: “Voglio questa, perché ho già parlato con una tua collega, mi ha spiegato tutto e se la faccio su misura, vado fuori coi tempi e mi costa di più.”
” Ok, va bene, andiamo a fare l’ordine.”

Mi siedo alla scrivania, scegliamo colori, controlliamo i tempi di arrivo, ma a me qualcosa non tornava.
“Ma sei sicuro che le misure ci siano?”
“Sì sì”
“La collega con cui hai parlato prima ti ha detto che abbiamo bisogno di un centimetro in più di sicurezza? Non è bene piazzare una cucina di 1,80, in una parete di 1,80. Il muro poterebbe non essere a 90⁰, potrebbe esserci un fuori piombo…”
“Ehm, no, non ho un centimetro in più..”
“Mannaggia, sicuro sicuro?”

“In realtà ne ho anche di meno.”

“Eh, ma come di meno??? Come facciamo a piazzare una cucina di 1,80 mt, in una parete più piccola?”
“Eh, non so, non c’è un modo?”
“Beh, no…”

La fidanzata interviene:
“Beh, effettivamente torna tutto…”
Dopo un po’ salta fuori un muretto che forse si poteva abbattere per avere la misura completa.
“Bene, dai, abbiamo trovato una soluzione. Mi raccomando, hai i tempi stretti, occupatene subito, così quando arrivano i nostri montatori, non ci saranno problemi.”
“Mh, ok… Ma non posso abbatterlo dopo il montaggio?”

Lì mi sono arresa, mi sono buttata in terra piangendo, mi sono rannicchiata sotto la scrivania e sono rimasta lì fino alla fine del turno.