Cinema, Inghilterra.
Ma stavolta non sono dietro la cassa: sono al supermercatino di zona, in jeans e maglietta di Assassin’s Creed, con il mio cestino in mano davanti al frigorifero dei formaggi.
Come ogni volta, cerco il Parmigiano — che ovviamente non c’è mai — e già mi preparo mentalmente a cedere al solito Cheddar. La rassegnazione del destino caseario.
Alle mie spalle, una voce squillante:
“Ciaooo! Ma tu lavori al cinema!”
Sospiro dentro, sorrido fuori. “Sì, salve.”
Lei non perde tempo:
“Senti, io ho prenotato dei biglietti per martedì… ma poi mi sono ricordata che ho un impegno. Me li cambi per mercoledì?”
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