Così, con un sorriso, comunico la buona notizia:
«In realtà è un maschietto!»
A quel punto lui, con l’aria di chi ha appena scoperto la legge della gravità e deve spiegarla al mondo, ribatte sicuro:
«No, signorina, è sicuramente una femmina. Esaminandola, non ha notato che ha i capezzoli?»
Respiro a fondo. Mantengo la miglior poker face mai sfoggiata, e con il tono più zen che neanche un monaco buddista in meditazione, lo guardo dritto negli occhi e dico:
«Perché, scusi? Lei non li ha i capezzoli?»
Silenzio.
Un silenzio di quelli che riempiono la stanza, mentre lui resta fermo con lo sguardo perso, tipo computer in buffering.
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