“Sì sì, grazie. Ce ne andiamo subito.”

Quel “subito” detto con sicurezza maschile e orgoglio artigianale.

“Va bene, grazie a voi e arrivederci.”

Finisco il giro, torno in cassa. I due stanno pagando, tutto regolare. Salutano, escono. Noi abbassiamo la serranda e iniziamo le solite chiacchiere da fine turno.

L’entrata è tutta vetrata, quindi dalle casse si vede buona parte del parcheggio.

A un certo punto, dietro la testa di un collega, vedo spuntare… una tavola.
Non un’auto.
Non un furgone.
Una tavola sospesa nel nulla.

Mi sporgo leggermente.

E lì li vedo.

I due eroi del compensato stanno cercando di “caricare” quelle tavole su uno scooter.
Uno scooter.
Neanche uno di quelli maxi, tipo nave da crociera a due ruote.
Uno scooter normalissimo. Cittadino. Onesto. Nato per portare al massimo una pizza e un passeggero.