Oggi, durante il pranzo di Pasqua, la mia mamma mi ha resa partecipe di un suo bellissimo ricordo, di quando ancora lavorava con sua sorella, parliamo di oltre 30 anni fa, ma credo che sia un evergreen.
Ci fu un periodo in cui un noto quotidiano bolognese iniziò a pubblicare quelli che secondo lui dovevano essere i prezzi consoni delle lavanderie, senza ovviamente tenere conto dei servizi che queste offrivano e dei costi che c’erano dietro.
Ovviamente la lavanderia di mia madre e mia zia aveva prezzi più alti proprio perchè offrivano servizi di un certo tipo.
Arrivò in negozio una cliente, che era considerata una vera rompibolas, e con fare piuttosto arrogante si rivolse a mia zia (ad oggi 85enne).
“I vostri prezzi, sono troppo cari! L’ha scritto anche il quotidiano XYZ che dovete avere questi prezzi.” (le sbatte sul bancone il quotidiano).
Mia zia senza nemmeno guardare il quotidiano:
“Signora, allora se vuole questi prezzi, vada a farsi lavare gli abiti dal quotidiano XYZ.”
Mia madre ha detto che la signora è tornata imperterrita a servirsi e a pagare i loro prezzi senza più lamentarsi sino alla sua dipartita.