Sono un ragazzo del sud, lavoro in un’azienda che ha due supermercati. Nonostante lavori in ufficio, mi capita ogni tanto di risolvere qualche problema in corsia.

Mi trovavo all’infobox quando arriva lei, la signora che non voleva disturbare.
“Buongiorno, scusi, non vorrei disturbare. Volevo chiederle una cortesia. Mi creda, non voglio disturbare. Se è possibile bene, altrimenti non fa nulla. Mi creda, non voglio disturbare.”
Al che, io: “Salve, mi dica pure.”
“In pratica, ho acquistato la settimana scorsa delle confezioni d’acqua, solo che aprendo una bottiglia ho notato che l’acqua puzza. Potrei cambiare le confezioni? Sempre se è possibile e non è un problema eccessivo. Non vorrei disturbare.”
“Certo signora, ha con sé le confezioni?”
“No, ne ho portata soltanto una. Però mi creda, se non è possibile fare il cambio non fa nulla.”
Tra me e me mi chiedo come mai abbia portato solo una delle confezioni da cambiare, ma vabbé.
“Signora, mi devo accertare che abbia acquistato qui l’acqua. Ha lo scontrino con sé?”
“No, purtroppo no. Se non è un problema ok, ma se non potete, mi creda, non fa nulla.”
“Guardi signora, vorrei aiutarla, ma senza lo scontrino non posso fare nulla, né giustificare il rientro delle confezioni, né farle il cambio. Però signora, se permette, vorrei controllare il lotto delle sue bottiglie e confrontarlo con quelle che abbiamo a scaffale. Se l’acqua ha un problema, lo devo segnalare immediatamente.”

Controllo i lotti e noto che quello in possesso della signora è diverso da quello sulle bottiglie esposte; per di più, parlando con il repartista, scopro che quell’acqua manca in magazzino da quasi un mese, quindi non è possibile che la signora l’abbia acquistata da noi, o perlomeno non la settimana scorsa. Spiego il tutto alla signora.

“Quindi non me la può cambiare?”
“No signora, non coincide il lotto e senza scontrino non la posso aiutare.”
Lei, con tono sgarbato e alzando la voce: “Ah, si? Allora io vi denuncio, vi faccio controllare dalla sanità. Non mi vuole fare questa cortesia? Allora vi denuncio.”
“Signora, può mandarci tutti i controlli che vuole, ma io, oltre ad agire secondo legge, non posso fare nient’altro. Se però permette, posso fare un controllo, potrei recuperare lo scontrino, ma mi serve sapere se lei ha utilizzato la scheda dei punti. L’ha usata per acquistare l’acqua?”
“Si, certo, eccola qua.”

Riesco a recuperare lo scontrino della signora.
“Allora, ho trovato uno scontrino. Lei ha acquistato degli assorbenti?”
“Si.”
“E della crema struccante?”
“Si si, è la spesa che ho fatto!”
“E del prosciutto crudo?”
“Si si, è la mia spesa!”
“Signora, ma in questo scontrino non c’è l’acqua. Per caso ha pagato €47,50?”
“Si.”
“Benissimo, lo scontrino l’ho recuperato ma non mi risulta nessun acquisto di acqua. Permette una domanda? Noto dal suo accento che lei è una signora del nord, mi sembra di Milano. Corretto?”
“Si, ha indovinato.”
“Ipotizzo che lei non abiti qui ma, visto il periodo, viene al sud in vacanza. Corretto?”
“Esatto, vengo ogni anno e ogni anno vengo ad acquistare l’acqua da voi.”
“Perfetto. Una domanda. Non è che per caso l’anno scorso ha acquistato l’acqua, l’ha conservata, magari senza coprire le bottiglie per ripararle da fonti di luce e calore, per poi riutilizzarla l’anno successivo?”

Lei, con il tono di chi viene travolto dalla vergogna e dal senso di colpa: “Effettivamente l’anno scorso abbiamo messo da parte dell’acqua con questo scopo.”
“Allora non la posso aiutare, se l’ha acquistata l’anno scorso, io non posso fare nulla.”
“Ehm…in effetti ha ragione, l’abbiamo ritrovata e la volevamo riutilizzare. Niente allora. Gentilissimo. Scusi per il disturbo. Me ne ero dimenticata. Non ricordavo fosse l’acqua dell’anno scorso.”