Sabato 13 agosto.
Temperature da forno ventilato, umidità da sauna di seconda mano.
Il negozio di surgelati è un miraggio artico nel deserto: entri e ti sembra di sbarcare in Groenlandia. Fuori, la fila: non per comprare, ma per “respirare fresco due minuti”. Gente che si piazza davanti all’aria condizionata come pellegrini a Lourdes.
È l’ultimo giorno prima di due di chiusura: domenica 14 e lunedì 15 agosto.
Lo sanno tutti.
Cartelli ovunque, annunci alla cassa, avvisi vocali ripetuti, segnali di fumo, e probabilmente pure i gabbiani hanno imparato a gracchiare “chiuso a Ferragosto”.
Dentro: il caos.
Pare l’assalto a un bunker atomico.
La gente compra come se Ferragosto fosse la fine del calendario Maya: scorte di lasagne, pizze, ravioli al tartufo, gelati, arancini, frutti di mare surgelati per cene che non avverranno mai.
Un episodio di Apocalisse Zombie – Edizione Congelata.
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