Lavoro presso un negozio che vende articoli per animali. Facendo orario continuato, andiamo in pausa pranzo a turno. Quel giorno, un annetto fa, ero di turno io. Negozio deserto, decido di approfittarne per risistemare alcuni prodotti. Entra un cliente. “Buongiorno, posso aiutarla?” “Buongiorno. Guardi so già, faccio subito” “Va bene, se dovesse servirle una mano, mi chieda pure” Fin qui tutto normale, riprendo a fare le mie cose e mi avvicino alla cassa per aspettare il cliente. Passano i minuti, non arriva.

Decido di andare a vedere se ha bisogno di aiuto, cosa in effetti veritiera. “Ha trovato tutto quello che le serviva?” “Guardi, non trovo l’umido!” “L’aiuto io. Per il cane o per il gatto?” “Cane, cane!” “Va bene, si ricorda la marca?” “Mah guardi, so solo che è in vaschetta ed è dorata” Tipo metà di quelle che ho? “Se la vede la riconosce?” “Si si, gli do quella da anni!” Un susseguirsi di marche e vaschette diverse, curiosando in ogni angolo del reparto tra vari “no, questo no!” “nemmeno questo”.

Dopo 15 minuti buoni: “Guardi, è simile a questo ma più piccolo!” “Purtroppo le ho fatto vedere tutte le vaschette dorate, e non, che ho per il cane. Se non era tra queste, non penso di avere l’umido che sta cercando” “Strano, qua le ho sempre trovate!” “Sicuro che la marca che cerca non era tra quelle che abbiamo visto? Non dovrei avere nessun prodotto mancante per il cane” “Si si, sicurissimo! Beh non importa dai, proverò da un’altra parte!”

Lo accompagno all’uscita, sperando che sia finita. Si ferma prima di uscire, si gira e con nonchalance se ne esce con: “Ah, ma io non ho il cane. Ho il gatto” Cercava le vaschette di una nota marca. Davanti all’entrata. Non sapevo se ridere o piangere.