Ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro al centralino di un grosso corriere.
Era una giornata già strana di suo, con quell’aria un po’ malinconica di chi sta salutando un ambiente che, nel bene e nel male, ti ha visto crescere tra pratiche, clienti inferociti e colleghi che sanno sempre come smorzare la tensione con un caffè al momento giusto.
A un certo punto squilla il telefono. Rispondo con la mia solita voce istituzionale e mi trovo dall’altra parte una cliente dall’accento pacato ma preoccupato:
“Buongiorno, vorrei capire come mai il mio pacco è tornato indietro.”
Capita spesso, niente di nuovo. Può succedere per un indirizzo errato, per il destinatario irreperibile, per problemi doganali… così le chiedo il numero di spedizione e apro il gestionale.
Ed è lì che noto subito qualcosa di insolito: la spedizione è stata sottoposta a ispezione.
Già questo è un campanello d’allarme, perché normalmente vuol dire che dentro c’era qualcosa che non avrebbe dovuto esserci. Nella mia esperienza, i casi più comuni sono cosmetici infiammabili, batterie al litio dichiarate male, qualche alimento che non rispetta le norme, oppure oggetti di origine animale che non rispettano le convenzioni internazionali.
Inizio a leggere i dettagli e cerco di mantenere la voce neutra, quella da manuale, senza tradire emozioni.
Ma la descrizione del contenuto mi colpisce come un fulmine: “campione di latte materno”.
Ieri è stato il mio ultimo giorno di lavoro al centralino di un grosso corriere.
Era una giornata già strana di suo, con quell’aria un po’ malinconica di chi sta salutando un ambiente che, nel bene e nel male, ti ha visto crescere tra pratiche, clienti inferociti e colleghi che sanno sempre come smorzare la tensione con un caffè al momento giusto.
A un certo punto squilla il telefono. Rispondo con la mia solita voce istituzionale e mi trovo dall’altra parte una cliente dall’accento pacato ma preoccupato:
“Buongiorno, vorrei capire come mai il mio pacco è tornato indietro.”
Capita spesso, niente di nuovo. Può succedere per un indirizzo errato, per il destinatario irreperibile, per problemi doganali… così le chiedo il numero di spedizione e apro il gestionale.
Ed è lì che noto subito qualcosa di insolito: la spedizione è stata sottoposta a ispezione.
Già questo è un campanello d’allarme, perché normalmente vuol dire che dentro c’era qualcosa che non avrebbe dovuto esserci. Nella mia esperienza, i casi più comuni sono cosmetici infiammabili, batterie al litio dichiarate male, qualche alimento che non rispetta le norme, oppure oggetti di origine animale che non rispettano le convenzioni internazionali.
Inizio a leggere i dettagli e cerco di mantenere la voce neutra, quella da manuale, senza tradire emozioni.
Ma la descrizione del contenuto mi colpisce come un fulmine: “campione di latte materno”.
Lascia un commento