Sono addetta alle fast lane (le casse automatiche) di un noto supermercato della mia zona. A queste casse di consueto si può accedere solo con un massimo di 15 articoli, e non solo dove lavoro io, ma ovunque, perché:
1) Con tanti pezzi la cassa inizia a bloccarsi e richiedere l’assistenza di un commesso;
2)Si chiamano “casse veloci” per un motivo, se hai 30 articoli ci metti un’eternità.

Bene. sono circa le 18.45, orario in cui comincia a formarsi la calca che precede l’orario di chiusura, quindi alle fast lane ho una fila immensa. Si avvicina lei, con il carrellino pieno di roba, con tranquillità e soprattutto educazione: “Salve signora, le ricordo che alle fast lane si può accedere solo con un massimo di 15 pezzi. Mi sembra che lei ne abbia qualcuno in più.”

Mi ignora, si fionda sulla prima cassa che si libera e comincia imperterrita a battere i prodotti.
Io sospiro e non le dico nulla, perché magari non mi ha sentita, però vado a verificare tramite il terminale quanti pezzi ha effettivamente. Sono quasi 30.
“Signora mi scusi, la prossima volta con tutti questi prodotti sarebbe meglio andare alle casse. Qui sono massimo 15 e lei li ha superati.”
“Ancora?! Vuoi ripetermelo un’altra volta? L’hai già detto prima, hai smesso di rompermi le palle?!”
Niente, è finita che ci sono rimasta così male che quando se n’è andata sono scoppiata a piangere dal nervoso in un angolino…