centro commerciale, sabato pomeriggio.

la galleria era piena di gente che passeggiava senza fretta, bambini che correvano avanti e indietro, musica di sottofondo che si mescolava al rumore delle voci. io ero appoggiato vicino all’ingresso principale, in divisa, a controllare che tutto filasse liscio.

a un certo punto sento una voce alle mie spalle.

«scusi!»

mi giro. «mi dica.»

un signore sulla cinquantina, giacca leggera e sguardo deciso, mi osserva come se stesse per farmi una richiesta importantissima.

«lei è addetto alla sicurezza qua?»

«sì.»

cambia espressione all’improvviso, quasi entusiasta. «complimenti davvero! i vostri bagni sono pulitissimi.»

per un attimo penso di aver capito male. di solito mi fermano per segnalare problemi, non per fare complimenti.

«grazie per i complimenti» rispondo con un mezzo sorriso.

«prego, ma mi scusi se glielo chiedo… è possibile avere il numero di uno dei ragazzi che fa le pulizie?»

ecco. lo sapevo che c’era qualcosa sotto.

«mi spiace signore, ma per una questione di privacy non posso.»