Ho un centro materassi sulla strada principale della città. L’insegna è bella grande, visibile anche a distanza, con scritto a caratteri cubitali il mio nome e il mio cognome.
Questo dettaglio sarà importante tra poco.

Sabato sera, ore 19:00 — già con un piede verso la serranda e la mente proiettata alla cena — entra un signore.
È bardato di tutto punto: mascherina chirurgica, occhiali da sole scurissimi e lenti enormi che coprono mezza faccia. In mano stringe un BancoPosta e un cellulare.
A vederlo così, sembra stia entrando in banca per fare un prelievo segreto, non in un negozio di materassi.

“Buonasera, prego, mi dica…”
“Io non sono mai entrato nel vostro negozio, ma ho trovato nell’estratto conto del mio BancoPosta un addebito di 110 euro… a giugno 2021. Vorrei capire perché.”

Io e il mio dipendente ci scambiamo uno sguardo a metà tra il “ma che sta dicendo?” e il “dove vuole andare a parare?”.
“Guardi… così a memoria non saprei cosa dirle. Magari ha dato la carta a sua moglie? Oppure—”