Classico sabato pomeriggio.
Il negozio sembra un alveare impazzito: la gente che spinge per arrivare alla cassa prima degli altri, bambini che si rincorrono e urlano come se fossero in un parco giochi, e le immancabili signore che ti pagano un conto da dieci euro tutto in monetine da 1, 2 e 5 centesimi, contate lentamente una per una, con la fila dietro che intanto matura la pazienza di un monaco tibetano.

Nel mezzo di questa baraonda, arriva un cliente. In mano ha due asciugamani, uno rosa e uno bianco. Li posa sul bancone come se fossero oggetti misteriosi, e mi guarda serio:
“Questi sono asciugamani da doccia, giusto?”

Annuisco: “Esatto.”

“E vengono entrambi 11 euro?”

“No, in realtà quello bianco viene 13.”

Si irrigidisce: “Cioè?”

Spiego: “Quello rosa è in cotone, mentre quello bianco in spugna.”