Avvenimento della settimana scorsa, che per me resta tuttora al confine tra il reale e il fantascientifico.

Entra in lavanderia una signora sui 55, forse 56 anni. Mai vista prima in vita mia (capirete perché lo sottolineo). Sguardo deciso, passo sicuro, come se stesse entrando in casa propria.

“Buongiorno, avrei una richiesta un po’ strana,” esordisce.
Io, col sorriso professionale, annuisco.
Lei prosegue:
“Sa, non porto mai le cose in lavanderia. Però non trovo più quattro maglie e so che qui viene la signora Codaliscia a servirsi…”

Io la fisso per alcuni secondi. Signora Codaliscia? Mai sentito nominare. Sembra più un personaggio di fiaba che una cliente reale. Intanto mia madre, che stava andando nel retro, sente il racconto e torna indietro. È lei a prendere in mano la conversazione.

“Signora, mi scusi… lei come si chiama di cognome? Perché guardi che la signora Codaliscia non viene più da noi da quando ci siamo trasferiti qui. Veniva quando eravamo in via Pippo.”