Lavoro in questa falegnameria da venticinque anni. Venticinque. Ho visto passare mode, legni che oggi vanno e domani spariscono, clienti che entrano convinti di sapere tutto e escono un po’ meno sicuri. Ho costruito mobili per ogni tipo di persona: quelli precisi al millimetro, quelli che cambiano idea tre volte al giorno, quelli gentili che ti portano il caffè, e quelli che vogliono un tavolo solido come una quercia secolare e leggero come una piuma di colibrì.
Ma nessuno, e dico nessuno, batte il signor Bianchi.
Arriva un martedì mattina, senza appuntamento, con quell’aria tipica di chi ha “fatto le sue ricerche”. Camicia infilata nei jeans, cellulare in mano, sguardo fiero. L’aria di uno che ha passato dieci minuti su internet e ora è pronto a ribaltare secoli di artigianato.
— “Buongiorno, vorrei un tavolo su misura.”
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