Sabato mattina entra un ragazzo.
E’ il genere di persona che inquadri subito: circa 35 anni, capello corto che gliene fa dimostrare 70, sguardo assente, insomma, il tipo cci. Si dimostra per quello che è: viene due volte al mattino ed un paio pure al pomeriggio continuando a cambiare 10 viti e due piastrine forate perchè non va bene la misura.
Lunedì entra un signore anziano.
E’ il genere di persona che inquadri subito: più di 80 anni, pur non avendo alcun problema di salute apparente parla e si muove ad una velocità che un bradipo al confronto è Usain Bolt, modo di fare che ti fa venir voglia di morire prima di arrivare a quell’età. Viene 4 volte, ogni volta chiede se quello che compra lo può cambiare, puntualmente lo cambia.
Martedì entrano un ragazzo ed un signore anziano.
Il cerchio all’improvviso si chiude: sono padre e figlio.
Comprano un profilo angolare in alluminio chiedendo, ovviamente entrambi, se è possibile cambiarlo se non va bene.
Ovviamente il padre torna a cambiare il profilo 10 minuti dopo.
Mi fa fare 6 copie di chiavi, mi dice di dargli 6 targhette segnanome. Faccio per mettere le targhette nel sacchetto, mi ferma dicendo che deve scriverci sopra. Poso le targhette sul bancone e gli appoggio a fianco una penna.
Guarda le targhette, poi guarda me:
“Ah, ma allora non le voglio.”
Paga le chiavi e se ne va.
Non ho capito, dovevo scriverle io le targhette?