Ho una gioielleria.
E già questo dovrebbe far capire che per entrare non si spalanca la porta come al supermercato.
C’è un campanello. Devi suonare. Fine.

Un pomeriggio vedo questa signora sulla cinquantina che arriva decisa, afferra la maniglia e inizia a spingere.
Spinge una volta.
Due volte.
Terza spinta, più convinta.
La porta ovviamente non si apre.

La vedo che scuote la testa, borbotta qualcosa tipo “mah…”, e se ne va indignata, come se avesse appena scoperto un complotto internazionale.

A quel punto le apro io la porta e le dico, educato:

— “Buongiorno, ha bisogno di qualcosa?”

Lei, con tono risentito:

— “Sì, ma era chiuso.”

— “No signora, deve suonare il campanello.”