Ogni tanto al lavoro ci sono momenti morti in cui non entra nessuno e, per non fissare il vuoto o contare le mattonelle del pavimento, faccio origami.
Animali, dinosauri, cose del genere.
Quando li finisco li appoggio su una mensola alle mie spalle e, se qualche cliente me li chiede, glieli regalo volentieri.
Un giorno arriva una signora a pagare il rifornimento con un bambino di cinque o sei anni, lei nota subito gli origami e inizia a farmi le solite domande, se li faccio davvero io, quanto tempo ci vuole, come ho imparato e via dicendo.
Nel frattempo il bambino è completamente ipnotizzato dalla mensola.
Non ascolta una parola, sta semplicemente scegliendo la sua preda.
Così gli chiedo se ne vuole uno e lui, senza pensarci un secondo, punta il più elaborato di tutti.
“Il T-Rex!”
Glielo consegno e lui lo prende con un entusiasmo che quasi mi commuove.
Salutano, escono e io torno alle mie cose.
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