AUTODENUNCIA.
L’altro giorno entro in farmacia per fare qualche compera veloce. Una cosa da cinque minuti, pensavo. Classica illusione.
Faccio il mio giro con aria apparentemente disinvolta, anche se dentro sto già costruendo un equilibrio mentale per sembrare una persona normale. Arrivo al banco e appoggio i miei acquisti, uno dopo l’altro, con una certa cautela:
– preservativi
– pomata antinfiammatoria
– integratore di sali minerali
Li guardo allineati sul bancone… e improvvisamente anche io li vedo come li vedrebbe chiunque altro. Non tre prodotti separati, ma una storia. Una storia complicata.
La farmacista inizia a passarli con la solita calma professionale, ma io, nel frattempo, sento crescere dentro un disagio inspiegabile. Nessuno ha detto niente. Nessuno ha fatto una smorfia. Ma nella mia testa è già partita la narrazione:
“Ok, adesso penserà che ho fatto qualcosa di atletico, azzardato e probabilmente finito male.”
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