Lavoro in un negozio di videogiochi abbastanza piccolo, uno di quelli dove in due passi hai già visto tutto: scaffali pieni, bancone vicino all’ingresso, e quella porta dietro con il logo enorme che sembra dire chiaramente “solo staff, non è Narnia”.

Un pomeriggio tranquillo entra una signora sulla quarantina, passo deciso, sguardo fisso davanti a sé. Non saluta, non guarda nulla, non rallenta nemmeno un secondo. Va dritta verso il fondo del negozio come se avesse una missione.

Io la seguo con lo sguardo, già un po’ perplesso.

Quando arriva davanti alla porta del magazzino — quella con il logo gigante del negozio, impossibile da ignorare — allunga la mano per aprire.

A quel punto intervengo, con la gentilezza di rito:
“Salve, ha bisogno di aiuto?”

La signora si gira come se mi vedesse per la prima volta in quel momento.

“No, non si preoccupi. Devo solo andare dall’ottico al piano di sopra!”

Silenzio.